venerdì 2 agosto 2013

Fare esperienza di Gesù



La Liturgia di oggi Venerdi 2 Agosto 2013
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    Venerdì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
Antifona d'ingresso
Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. (Sal 68,6-7.36)
Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Lv 23,1.4-11.15-16.27.34-37)
Queste sono le solennità del Signore nelle quali convocherete riunioni sacre.
Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Queste sono le solennità del Signore, le riunioni sacre che convocherete nei tempi stabiliti.
Il primo mese, al quattordicesimo giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli Àzzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Nel primo giorno avrete una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile».
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando sarete entrati nella terra che io vi do e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone, come primizia del vostro raccolto. Il sacerdote eleverà il covone davanti al Signore, perché sia gradito per il vostro bene; il sacerdote lo eleverà il giorno dopo il sabato.
Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno in cui avrete portato il covone per il rito di elevazione, conterete sette settimane complete. Conterete cinquanta giorni fino all’indomani del settimo sabato e offrirete al Signore una nuova oblazione.
Il decimo giorno del settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una riunione sacra, vi umilierete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore.
Il giorno quindici di questo settimo mese sarà la festa delle Capanne per sette giorni in onore del Signore. Il primo giorno vi sarà una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. L’ottavo giorno terrete la riunione sacra e offrirete al Signore sacrifici consumati con il fuoco. È giorno di riunione; non farete alcun lavoro servile.
Queste sono le solennità del Signore nelle quali convocherete riunioni sacre, per presentare al Signore sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libagioni, ogni cosa nel giorno stabilito”».

Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 80)
Rit: Esultate in Dio, nostra forza.
Intonate il canto e suonate il tamburello,
la cetra melodiosa con l’arpa.
Suonate il corno nel novilunio,
nel plenilunio, nostro giorno di festa.

Questo è un decreto per Israele,
un giudizio del Dio di Giacobbe,
una testimonianza data a Giuseppe,
quando usciva dal paese d’Egitto.

Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto.
Canto al Vangelo (1 Pt 1,25)
Alleluia, alleluia.
La parola del Signore rimane in eterno:
e questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato.
Alleluia.

Vangelo
Matteo 13,54-58
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Lettura 
La lettura del Levitico consegna a ciascuno di noi una sorta di “regola di vita spirituale” scandita da tempi prestabiliti, ognuno caratterizzato da un suo significato. Sembra quasi che Dio ci chieda di riconsiderare come il nostro tempo è scandito dal Ritmo del “tempo” di Dio, cioè quanto il tempo di Dio – lo stesso anno liturgico – è capace di scandire, di incidere sulla nostra vita quotidiana.
Meditazione
Questa è una tra le più belle pagine del Vangelo di Matteo, perché permette al lettore di effettuare un vero e proprio esercizio spirituale capace di scendere in profondità sia nel mistero del Cristo, come nell’autenticità della propria fede e del suo rapporto con Lui. “Non è costui il figlio del falegname, e sua madre non si chiama Maria… e i suoi fratelli… e le sue sorelle… Allora da dove gli vengono tutte queste cose?”. È una semplice frase, che forse lascia tutti indifferenti, ma che potrebbe essere persino ovvia visto che a pronunciarla sono i conterranei di Gesù. Il punto di svolta per la nostra riflessione è un altro ed è di natura fortemente spirituale. Infatti, se al posto di quella folla, al posto della gente ci mettessimo proprio noi, la prospettiva cambierebbe. Ed è vero: tante volte noi siamo un po’ come quella gente; di Gesù sappiamo tutto, in ragione del nostro cammino di fede, in ragione della nostra formazione e per il nostro stato di vita; sappiamo davvero tutto! Eppure, sembra quasi come se non ci credessimo abbastanza: “da dove gli vengono tutte quelle cose?”. Nel nostro cammino di fede accade che, troppe volte, conosciamo e sappiamo tanto di Gesù ma abbiamo fatto poca esperienza di Lui, poche volte ci siamo lasciati toccare dalla Sua vita e ci siamo lasciati trasformare nella nostra. Il Vangelo di Matteo ci pone davanti alla verità di molti dei nostri cammini di vita cristiana e ai veri punti deboli della nostra fede: “ci siamo lasciati toccare da Gesù, abbiamo fatto esperienza di Lui, o lo conosciamo semplicemente come un dato acquisito nella nostra vita?”. Gesù non è né una nozione né un’informazione da ritenere, è una persona da incontrare, e di cui si deve fare esperienza.
Preghiera:
Signore, aiutami a fare esperienza di te non solo per sentito dire, né solo perché conosco tutto di te; ma perché sei entrato nel mio cuore e mi hai toccato la vita nel profondo. Signore, aiutami a fare esperienza di te non solo perché conosco il tuo nome, ma perché il tuo nome ha dato un significato nuovo alla mia vita. Signore, aiutami a fare esperienza di te non solo perché sei l’amore, ma perché ho sentito il tuo amore nelle ferite della mia vita.
Agire:
Nella giornata di oggi proverò a intensificare il mio rapporto con Gesù facendo memoria di tutte le volte che mi ha amato, guarito e risollevato nella mia vita.
Meditazione del giorno a cura di S.E.R. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.